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I Curt, Alpe Curpic, La Colla e dintorni...

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I Curt [Curt Zot - Cà d'Lavar - Sas Gazzin - Intel Menic - Curt Zora] - La Turnasa - Alpe Curpic - Balm du Scuin - Mulin d'la Laurenti - Alpe La Colla - Balma di Parnis.

 Una visita alla zona dei panoramici alpeggi sopra Colloro di Premosello posti sul versante della montagna tra il canale del Rio del Ponte e la zona del Rio della Val di Nass, visita che è anche l'occasione per ricordare alcuni dei numerosi toponimi dialettali usati per indicare i luoghi, una "toponomastica minore" che si è tramandata solo oralmente (la gran parte di questi nomi non sarà mai riportata sulle mappe), ed è giusto e doveroso fare in modo che non vengano dimenticati...




 La visita alla panoramica dorsale dei Curt è sempre piacevole, si sale dal tranquillo sentiero che parte poco dopo il Bacino del Rio del Ponte raggiungendo le prima baite di Curt Zot ancora ben tenute e con i prati regolarmente falciati; giungendo alle due baite superiori poste un poco verso ovest, si nota sopra l'architrave in legno della porta una piccola area intonacata dipinta con le iniziali R E e la data in numeri romani MCMXXI, un "affresco" di questo genere è l'unico presente su questo versante (uno simile si può vedere a Biogno), (degno di nota anche l'abbaino che guarda verso ovest...); più in basso, davanti al gruppo di baite poste più ad ovest (dove traversa il sentiero per In ti Vai), si vede il groppo roccioso del Sass dai Curt dove arriva la teleferica dalla zona del bacino.

 Risalendo lungo il sentiero si giunge alla fontana e alle due belle baite di Cà d'Lavar probabilmente non più utilizzate ma ancora in ottime condizioni, nei pressi alcuni grossi alberi mantenevano un poco di fresco nelle giornate più assolate; proseguendo la salita si passa da un tratto roccioso chiamato Sas Gazzin e poi, lasciato il sentiero principale e traversando sulla sinistra si possono raggiungere le baite di Intel Menic affacciate sulla Valle del Rio del Ponte, sul versante opposto si vedono il corposo alpeggio di Ludo Termine ancora in ottime condizioni ma non più utilizzato, e più in alto Curt Lùar dove invece da alcuni anni Claudio porta le sue capre.

 Risalendo ancora la dorsale si trovano i due corposi nuclei di Curt Zora che, visto il numero degli edifici, ai tempi doveva essere l'alpeggio più importante, girando tra le baite ormai quasi tutte abbandonate si possono ancora trovare alcuni "segni" di un modo di vita ormai lontano nel tempo; da segnalare la tipica vaschetta in sasso (foto 39) che metteva "in comunicazione" l'esterno con l'interno della stalla in modo da poter dare l'acqua o il cibo senza dove aprire la porta (sistema usato per gli animali di piccola taglia), e anche la "condotta" in sasso di foto 48 che portava l'acqua alla vasca...
 Dalle baite superiori di Curt Zora traversava il sentiero (inizialmente ancora visibile) che, dopo aver raggiunto la sorgente, continuava verso l'Alpe Lagarasc (vedi questo giro).

 Il sentiero continua salendo e traversando verso est, si passa da una piccola sorgente e dopo alcuni tornanti traversa verso l'Alpe Curpic; che personalmente trovo uno degli alpeggi più piacevoli di questo versante, in particolare se lo si guarda dall'alto (ad esempio dalla cengia che traversa dalla Colla, oppure dalla cresta soprastante), il suo prato rotondo è molto suggestivo...
 Durante una delle prime visite in questa zona nel 2007, avevo raccolto una immagine che ho sempre trovato molto "rappresentativa" della tranquillità e serenità di questo luogo... (vedi foto 27), l'altalena appesa al grosso albero (albero che ora non c'è più...).


 

 Dopo la visita a Curpic, in questa occasione ho ripreso il sentiero che sale alla Colla, il percorso passa da una zona rocciosa (che dovrebbe essere la zona chiamata La Turnasa, ma non sono del tutto certo che questo toponimo si riferisca a questo tratto, oppure a quello più in basso dove il sentiero fa una serie di tornanti); giungendo intorno ai 1250 m. si può uscire dal sentiero per andare a cercare il Balm du Scuin; bisogna traversare sulla sinistra verso l'inizio della zona rocciosa che sorregge la cengia dove traversa il sentiero per Curtet, questo versante è "agibile" ma comunque sempre scomodo e disagevole, alla fine dell'inverno (neve permettendo), perchè invaso dalle felci e soprattutto dai rovi... un tempo era pascolo, lo si comprende anche dalla presenza di resti di muretti che affiorano dalla vegetazione...


 Raggiunte le roccette (foto 50) si trova la piccola grotta del Balm du Scuin... (Scuin = faina), verso il fondo si vede un piccolo muretto il cui scopo è ignoto (forse le pietre sono state messe lì solo per ripulire il pavimento del balmo...); se si sale costeggiando le rocce ci si porta (percorso molto scomodo), verso La Colla, invece in senso contrario si può scendere il versante cercando eventualmente di seguire le tracce di animali che passano presso la balma di foto 31, e si può continuare fino a portarsi sulla verticale della dorsale dei Curt; continuando a traversare (impegnativo), si può scendere nel marcato canale del Mulin d'la Laurenti (questo toponimo naturalmente non si riferisce al mulino usato per macinare le granaglie, ma allo scivolo roccioso su cui l'acqua e la neve "lavorano" la roccia, un luogo simile è il Sass Mulinatt che si trova nel canale che scende sul versante sud-est della Punta della Rossola (canale risalito durante un impegnativo giro : Link), mentre in alto si nota un poggio boscoso (foto 34 e 38), che dovrebbe essere il Mot d'Sagrand.


 Salendo invece dal Balm du Scuin verso La Colla, si giunge nei pressi di un piccolo rudere imboscato (ai tempi era un ricovero per le capre), qui c'è una "scorciatoia" che sale alla cengia del sentiero che dalla Colla traversa e sale allo Scatun per poi continuare verso l'Alpe Curtet; al termine della cengia, dove il sentiero gira a destra e poi comincia la salita, guardando indietro si vede la Balma di Parnis (Parnis = pernice), che, più che una balma, è solo una parete che offre un minimo riparo, è una balma molto "aerea"... adatta quindi alle pernici, che probabilmente ai tempi erano state viste volare via da questo riparo, e da questo il nome del luogo.

 Ritornato alla Colla (anche se ormai percorso diverse volte, il tratto della cengia è sempre spettacolare e meritevole...), una visita al panoramico alpeggio e in particolare alla cosa più interessante della zona della Colla, e cioè la bella fontana...

 

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