Bivacchi
normalmente chiusi... |
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Pian Vadà
(Pian Vadàa) |
1710 mt. |
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Struttura chiusa ad uso degli escursionisti previo ritiro delle chiavi presso gli uffici dell'Ente Parco
Tel. 032487540
Dal regolamento di fruizione del Bivacco :
L’edificio consta di due piani. Il piano terra è composto da un unico locale dotato di n. 2 tavoli , n.
20 sgabelli, n. 2 panche e una stufa a legna. Una scala interna conduce al piano superiore,
anch’esso costituito da un unico vano dove si trovano n. 7 letti a castello muniti di materasso e n.
3 panche. Al momento la struttura non dispone di cuscini né di coperte.
Il bivacco non dispone di corrente elettrica.
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I visitatori che arrivavano al rifugio del Pian
Vadàa, (ora chiamato Pian Vadà),
potevano leggere questo "motto" scritto sul rifugio : " Latte e polenta tutti
accontenta"....
Rifugio del Pian Vadà nel 1889
nel giorno dell'inaugurazione.

22 settembre 1889
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Rovine del rifugio del Pian Vadà
(immagine del 2005)
(foto di Giovanni Brunella)
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Dal Bollettino del CAI n. 70
del 1904-1905 sui rifugi della sezione Verbano :
"... Fu costruito per cura della Sezione Verbano negli anni
1887-1889, su terreno acquistato dalla Sezione di m 2 3270. La costruzione, su disegno dei soci ing.
cav. Gabardini e ing. Grignaschi, e' tutta di pietra e calce con
intonaco esterno, rinnovato gia' due volte a cemento. Le pareti
sono internamente rivestite di legno di larice, con decorazioni ad
olio del rag. Cesare Boccardi. Il pavimento della cucina e della
camera da pranzo e' di bevole: al piano superiore e' di legno. Il
tetto e' a doppio piovente, e ricoperto di ardesie.
Consta di 6 locali di circa m. 4X3,50 ciascuno: due antistanti
aperti al pubblico, forniti al piano terreno di focolare, e di
giacigli con paglia alla camera superiore...
... Il costo per la costruzione fu di L. 5000, cui si aggiunsero
annualmente altri stanziamenti per circa altre L. 3000.
... Il rifugio fu inaugurato il 22 settembre 1889 coll'intervento
di circa 150 soci e invitati, fra cui i rappresentanti della
Sezione di Milano.
... Il ricovero, anche quando non e' aperto a servizio di
alberghetto e' fornito di legna: l'acqua, condotta con tubatura a
spese della Sezione, zampilla in una fontana all'ingresso del
rifugio."
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L'acqua proveniva dalla sorgente del "Sasso del Pendul", situata sopra al rifugio (Brusoni - 1891)

Durante l'estate del '44, l'offfensiva dei nazifascisti porto' alla distruzione, (parziale o totale), dei rifugi di Pian Cavallone, Bocchetta di Campo e della Cappella della Marona.
E anche del rifugio del Pian Vadà e dell'Albergo del Pian Cavallone, (mai piu' ricostruiti).
Finestra dell'Albergo del Piancavallone...
foto di Giuseppe Mazzeo.
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