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Tassera e la sua grande balma sotterranea...


  Vogogna, Giavinello, Tassera, la cava di beola verde, San Zeno, Case Pratini, Vogogna...

 Una visita nei dintorni di Vogogna dove si trova, nella zona del dimenticato (e ormai seminascosto dalla boscaglia) nucleo di baite diroccate di Tassera, una notevole costruzione che (almeno per il momento) non mi pare avere eguali come dimensioni in Ossola, una grande balma sotterranea...

 Una zona che personalmente avevo un pò trascurato anche per il fatto che si trova poco distante dalla piana di Vogogna, mentre l'interesse era rivolto principalmente verso le zone e gli alpeggi a quote più elevate; doverosi sono i ringraziamenti a Pier e a Giorgio che mi hanno permesso di conoscere e ammirare questo vero e proprio "gioiello" Ossolano...
la balma sotterranea di Tassera...
la grande balma sotterranea di Tassera...
 La visita di questa zona è stata anche l'occasione per osservare il sito di una delle numerose vecchie cave di beola presenti nella zona di Vogogna (undici erano le cave principali che sono state censite), in questo caso il materiale ricavato era la beola verde (chiamata il Verde Vogogna, uno scisto clorotico-epidotico milonitico), vedi questo file : PDFfile pdf

 

 Con Pier e Giorgio partiamo da Vogogna seguendo Via San Carlo (parcheggio all'inizio della via nei pressi dell'incrocio con Via Nazionale), svoltando a destra si raggiunge la Cappella di San Carlo, prima della quale si sale verso la montagna lungo il ripido sentiero che si incontra dopo la scalinata iniziale tra le abitazioni.

 Passiamo presso una piccola galleria mineraria e poi la mulattiera raggiunge una Cappella, supera un canale per l'acqua che arriva dalla zona di Genestredo e si arriva a Giavinello, un piacevole nucleo di baite poste in posizione panoramica su un versante dove si trovano anche numerosi terrazzamenti.

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i terrazzamenti di Giavinello...
i terrazzamenti di Giavinello...

 Dalla baite di Giavinello saliamo lungo il sentiero che supera il piccolo rio omonimo e dopo un'ultima costruzione raggiunge un piccolo pianoro posto alle spalle di uno spuntone roccioso, il sentiero principale prosegue in piano in direzione di San Zeno (presso la stradina che va a Genestredo); su questo pianoro poco oltre lo spuntone, inizialmente si trova un bivio poco evidente e seguiamo la traccia che scende sulla sinistra tra i vari terrazzamenti che si trovano anche su questo versante (ai tempi era presente anche un altro accesso a Tassera più comodo e logico dal basso, nei pressi del cimitero, che però attualmente non è più "agibile" perchè si dovrebbe passare in una proprietà privata...).

 Il percorso è abbastanza intuitivo e una traccia è sempre abbastanza evidente, superati i vari terrazzamenti si raggiunge il pianoro presso quella che doveva essere la "sorgente" d'acqua del nucleo di baite di Tassera, attualmente ridotte a ruderi che il bosco e l'edera stanno inglobando; tra i ruderi rimasti delle costruzioni si notano alcuni camini, una interessante cantinetta e distaccata dal nucleo principale, una notevole stalla caratterizzata da un bel soffitto a volta... La presenza di una Cappella fa capire che ai tempi l'abitato di Tassera aveva comunque una qualche importanza, a causa dell'umidità purtroppo gli affreschi della Cappella sono ormai quasi irrecuperabili.

a Tassera...
Pier e Giorgio a Tassera...

 Riguardo al toponimo Tassera, può anche essere che derivi dalla presenza dei tassi in questa zona, ma forse è più probabile che sia riferito al cognome della famiglia proprietaria, si tratta di un cognome (comunque non comune), diffuso in particolare nella zona di Domodossola.

 Sul piano di fronte alla Cappella si notano una finestrella con grata in ferro (protetta da una pioda contro la pioggia), e poi una scalinata che scende sotto a una enorme lastra di roccia, scendendo si entra in un inaspettato e grande locale (a spanne, si può ipotizzare che siano almeno 50 mq), notevole l'accuratezza dei muri interni, è presente anche un bel tavolo in sasso oltre a quelli che paiono dei focolari; all'ingresso vi era naturalmente una porta dato che sono ancora presenti i relativi cardini sugli stipiti in sasso, il soffitto non è un "pezzo" unico di roccia ma verso la zona della finestrella si notano alcune "giunture" che collegano la grande lastra con altre un poco più piccole.

 Non si può sapere se ai tempi era già presente un vano naturale, oppure fosse venuta l'idea di scavare un locale sotterraneo osservando la grande lastra di roccia presente, in ogni caso ancora una volta non rimane che ammirare la perizia e l'ingegno di un tempo.

 La balma risulta comunque "abitata"... si notano numerosi nidi bianchi pendenti che dovrebbero essere di una qualche specie di ragno...

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nella balma sotterranea di Tassera...
nella balma sotterranea di Tassera...

 Come scritto, in zona sono presenti diverse cave di beola abbandonate e in particolare per la zona visitata, quelle di beola verde, la visita di questi siti non si può certamente consigliare visto la presenza di pericoli oggettivi, ma con la necessaria cautela si può a esempio dare una occhiata alla zona nei pressi dell'Oratorio di San Zeno (mentre il versante inferiore che ho risalito direttamente da Tassera a San Zeno, è sconsigliabile, a riguardo le immagini da 1 a 16 sono state raccolte durante una successiva visita alcuni giorni dopo, lo si nota per il meteo migliore...).

 Dall'Oratorio di San Zeno si può naturalmente tornare a Vogogna passando da Genestredo, in questa occasione abbiamo invece proseguito in direzione opposta prima lungo la stradina asfaltata e poi lungo la mulattiera che scende passando accanto alla Cappella dei Mulit restaurata nel 2003, più in basso guardando il sottostante Rio Dresio tra le piante, si nota la canalina scavata nella roccia che portava l'acqua al sottostante mulino.

 Scendiamo così al piano nei pressi di Case Pratini dove si trova il Monumento al Picasass, guardando a monte dove sbuca il Rio Dresio si nota la pozza del Puzz Buran dove un tempo i ragazzi della zona vi si tuffavano... si può vedere una foto di quell'epoca a riguardo, tra le molte altre interessanti immagini del novecento Vogognese esposte nel locale del "Centro del Cittadino" in Via Cadorna (vedi su Google : Link); ci avviamo poi verso Vogogna passando presso l'Oratorio della Beata Vergine delle Grazie, in seguito si trova una particolare e interessante costruzione col tetto di grosse piode (vedo immagine in fondo a questa pagina).

 Passiamo anche dalla Chiesa di San Pietro a Dresio dove si trova la copia del famoso Mascherone Celtico, giunti sulla strada principale si vede a monte la zona della cava di beola verde che veniva lavorata qui sul piano dove si trova anche un supporto per il grosso cavo simile a quello trovato in alto (qui salutiamo anche il cavallo e gli asinelli che paiono essere gli unici frequentatori abituali della zona di Tassera, lo si desume dai "ricordi" da loro lasciati in zona...).

 Si tratta di una escursione che richiede circa mezza giornata, incluse varie pause e divagazioni.

 Marzo 2022

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cava di beola verde...
cava di beola verde...

a Vogogna...
a Vogogna...
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