in Valgrande

all'Alpe in ti Vai per la Scala dal Buiún...

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 All'Alpe in ti Vai quando era ancora caricata, le mucche ci arrivavano seguendo i comodi sentieri da I Curt oppure da Ludo Termine, mentre quando gli alpigiani salivano da soli, oppure con le capre (che sono animali più "alpinistici" rispetto ai bovini...), seguivano un percorso più diretto che partiva dal bacino del Rio del Ponte seguendo il canale principale fino alla congiunzione con il canale della Val dul Cè che scende dalla zona della Colmetta (è quello che si attraversa inizialmente quando da Curt Lùar si va a Ludo Alboc).

 Alla congiunzione dei canali si trova una cascata (del Rio del Ponte) e la relativa pozza, che è chiamata in dialetto il Buiún... per superare questo salto gli alpigiani e le capre salivano sul fianco destro idr. del canale lungo una cengia in parte naturale dove era stata costruita una scalinata, la Scala dal Buiún...

 Naturalmente le condizioni di questo ambiente sono cambiate notevolmente rispetto a un tempo, quando il percorso era regolarmente ripulito, ora il sentiero (a parte la scala...) non esiste più, e la crescita dei rovi e della Buddleja (Link), rendono il percorso veramente scomodo e disagevole e perciò riservato agli "amatori" del genere... è forse superfluo aggiungere che, essendo un itinerario che si svolge in gran parte nel canale, è sconsigliabile in presenza di molta acqua.
 

 Questo giro è l'ennesima dimostrazione che, anche nelle zone più frequentate e conosciute, c'è sempre la possibilità di scoprire qualcosa di inedito e qualche luogo dimenticato... personalmente, alla vista di quei sassi poggiati sulla rampa rocciosa, devo dire che ho ritrovato quelle sensazioni di un tempo, provate durante i primi giri in Valgrande e dintorni, quando era proprio emozionante scoprire questi piccoli ma importanti segni della vita passata degli alpigiani, in queste zone così impervie e scomode...

 
  (Il tratto più interessante di questa escursione si svolge in un ambiente buio, racchiuso tra alte pareti rocciose e pendii scoscesi, e la scarsa luce unita all'ambiente "ristretto", ha fatto si che le immagini raccolte non riescono a trasmettere le reali sensazioni provate in quei luoghi...).


 Si parte dal bacino del Rio del Ponte dove, sulla destra idrografica entra una stradina in parte imboscata (un primo tratto impraticabile si aggira per un sentierino presso il canale del rio), la stradina porta a un facile guado sul torrente, più a monte si vede la briglia; si può proseguire su entrambi i versanti (più comodo sulla sinistra idr.); in questa occasione sono passato poi sulla destra idr. del torrente, dove però ho notato il muretto di una carbonera sul versante opposto, versante che appariva migliore e perciò l'ho raggiunto trovando anche pochi resti di un vecchio sentiero.

 Procedendo, il versante diventa impervio (come quello opposto, che in pratica è una parete rocciosa), e per proseguire bisognava salire, ma non è il percorso in programma e allora ridiscendo al torrente e lo seguo in salita cercando i varchi tra l'invadente Buddleja e i rovi; una prima cascatella (foto 13) si supera per una cengia sulla sinistra, si prosegue poi sempre nel canale cercando i passaggi migliori (dove un masso sbarrava la strada ho costruito una sorta di "scala" coi sassi per superarlo...) e si giunge nei pressi dell'incrocio dei canali (poco prima, tra i rovi si vedono i resti di un muretto).

 Ci si trova così al punto dove il canale della Val dul Cè (o Chec, non è certo quale sia il corretto modo di scriverlo...), si congiunge con quello del Rio del Ponte che ha la maggior portata d'acqua, e infatti da questo scende la cascata che forma la pozza delBuiún; per raggiungere la "scala" il percorso più sbrigativo (e probabilmente usato un tempo dagli alpigiani) sale direttamente il canale del sulla sinistra, ma sono presenti rocce bagnate e molto viscide, e allora ritorno brevemente indietro per salire sulla destra idr. dove avevo notato una sorta di rampa (tracce di animali), che risale a un poggio sopra il torrente [è forse possibile (non ho verificato) che proseguendo la salita del versante si possa giungere direttamente all'Alpe Ludo Termine...], dal poggio si nota, tra i rami degli alberi, la cengia della "scala" è questa vista è stata molto incoraggiante...

 Da questo poggio per scendere al canale della Val dul Cè ho usato la corda, visto il pendio molto ripido con nulla a cui aggrapparsi... (in questa zona si trova anche una piccola grotta), e si arriva finalmente all'inizio della bella Scala dal Buiún, dove un grosso spuntone di ferro regge i primi sassi poggiati su uno scivolo di roccia; il percorso risale sulla cengia (dove si trovano altri gradini), per poi traversare e scendere sul greto del Rio del Ponte in questo tratto molto "tranquillo" e si rinnova ancora una volta l'ammirazione per l'ingegno e la perizia degli alpigiani di un tempo che erano in grado di sfruttare i minimi "punti deboli" della montagna per costruire queste piccole/grandi opere...

 Si prosegue lungo il torrente ormai poco distante dalla meta, ma la Buddleja continua a rendere "intricato" il percorso, e alla fine si raggiungono quelli che un tempo erano i prati di in ti Vai (ora fagocitati dal bosco), e all'alpe a ca. 930 m. dal bacino a qui, circa 2 ore... considerando il tempo "perso" per le divagazioni e qualche tentativo infruttuoso, si può affermare che, con il percorso in buone condizioni, gli alpigiani giungevano qui in un tempo veramente breve...

   Percorso impegnativo (e scomodo...) - Marzo 2019

 

 In questa occasione il giro è proseguito salendo a I Curt e poi alla Colla da dove sono sceso (su terreno inizialmente gelato, a causa di un piccolo "colpo di coda" dell'inverno) ad Agaroli e alla Piana in un ambiente completamente diverso da quello percorso in salita a in ti Vai... qui il sole primaverile scaldava e illuminava le prime piacevoli fioriture.

 All'Alpe la Piana scendo lungo il percorso "normale" per dare una occhiata alla frana caduta tempo fa, in verità i sassi caduti sono veramente pochi, però le loro dimensioni sono tali che potevano fare danni notevoli alle persone o alle auto che fossero state lì in quel frangente... (vedi le foto 51, 52 e 53; in particolare il masso affilato della foto 53, dove inizia il sentiero "alternativo" per la Piana, si è letteralmente conficcato nel terreno in profondità...

 A Colloro, per tornare a Premosello, questa volta (per cambiare) scendo sull'"altra mulattiera", quella posta più a nord, anch'essa piacevolmente illuminata dal sole con le prime fioriture.

 

   dal bacino del Rio del Ponte a Ludo Termine :

 Durante una precedente visita in zona, ero salito dalla briglia dopo il bacino del Rio del Ponte, sul versante destro orografico della valle, cercando un eventuale vecchio sentiero che saliva a Ludo Termine, ma non ne ho trovato traccia...

 Il percorso comunque non presenta particolari difficoltà a parte il tratto iniziale molto ripido e in parte su roccette instabili, poi una volta giunti sopra le rocce del versante che precipita sul canale del Rio del Ponte, il panorama si apre in particolare verso il dirimpettaio versante dei Curt (con il Sass dai Curt sempre in evidenza), il sottostante bacino, e la zona del Massone; dopo il tratto in parte roccioso il pendio, sempre ripido, diventa boscoso e conduce ai terrazzamenti e poi alle baite di Ludo Termine (per questo giro vedi le foto dalla 65 alla 88).

 


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