
Durante il periodo del "prelievo" di legname dalla Valgrande, era presente una fitta rete di trasporto a mezzo di teleferiche e fili a sbalzo, di cui, per la maggior parte, non sono rimasti segni della loro presenza.
Per quelle più importanti, come la linea che passava dalla Colma di Premosello, e quella che da Orfalecchio, valicando i Corni di Nibbio, scendeva verso Mergozzo, si possono trovare ancora i basamenti in cemento su cui poggiavano i tralicci di sostegno dei cavi, in particolare, per la teleferica dell'impresa De Angeli che partiva da Orfalecchio, è possibile individuare, e visitare, i punti di "appoggio" della linea, percorrendo il sentiero che da Corte Buè traversa a mezzacosta verso la Val Foiera.
Da Orfalecchio il primo tratto della teleferica raggiungeva la piccola dorsale che si protende verso ovest, dove il torrente, scendendo verso Valle , curva prima a destra e poi a sinistra; qui iniziava la salita verso la cresta dei Corni di Nibbio, dalla quale il legname scendeva verso Mergozzo.
Sullo sperone che scende dalla Cima Corte Lorenzo, e che, nella parta bassa, si divide in due, si trovano i successivi punti di appoggio, che sono raggiunti anche dal sentiero che dalla Val Foiera, raggiunge Corte Buè.
Poi, traversata la Val Camiasca, la traccia passa sotto ad uno sperone roccioso su cui si intravede il successivo punto di appoggio, questo si raggiunge seguendo una tenue traccia che sale e poi traversa a destra su una piccola cengia.
Proseguendo verso le baite superiori di Corte Buè, si raggiunge la dorsale boscosa che si sale direttamente senza difficoltà fino al ripiano dove sono posti i basamenti in cemento, che sono di maggiori dimensioni, rispetto agli altri, questo probabilmente a causa della maggiore distanza dal successivo punto di appoggio che era sulla cresta dove è posto il caratteristico muraglione che si incontra percorrendo il sentiero verso la Cima Corte Lorenzo.

Il sentiero :
Questo sentiero, complessivamente in discrete condizioni, era riportato sulle vecchie edizioni della cartina Svizzera (foglio 285-Domodossola);
Sulle ultime edizioni "aggiornate" non è più riportato, (come altri "antichi" percorsi...).
Da Orfalecchio si segue il sentiero verso Ponte Casletto, vicino al Rio Valgrande; superato lo sperone roccioso che scende dal Torrione di Bettola, (dove il torrente fa una curva prima a destra e poi a sinistra), si arriva in Val Foiera.
Al centro del dosso diviso da due piccoli torrentelli, si individua una labile traccia che sale (ometti), [Ora, all'inizio della salita, sono presenti segni di vernice], il percorso sale seguendo il dosso, fino a circa 750 metri di quota, dove la traccia devia a sinistra arrivando nel canale dove si vedono i resti dei muretti di sostegno della vecchia mulattiera.
Il sentiero sale con diversi tornanti arrivando sul crestone che scende dalla Cima Corte Lorenzo, per poi entrare in Val Camiasca, il percorso è vario ed interessante, toccando alcuni bei punti panoramici.
Superato un ultimo sperone roccioso, si arriva alle baite superiori di Corte Buè, nel bosco vicino ai prati.
Percorrendolo in primavera, è più agevole individuare il sentiero, che in seguito può essere in parte nascosto dalla vegetazione.
Da Orfalecchio a Corte Buè circa 3 ore.
Se si percorre in senso contrario, arrivando da Ompio si giunge alla prime baite di Corte Buè, poco prima del pannello illustrativo in legno, in vista del nucleo di baite dell'Alpeggio. Qui una traccia poco evidente sulla sinistra traversa a mezzacosta e raggiunge le baite superiori di Corte Buè al limite del bosco; se si sale da Corte Buè, seguire il dosso erboso vicino alla Cappella, si passa vicino ad un masso con sopra un Crocifisso, e ad una baita ristrutturata, e si arriva alle baite superiori visibile nel bosco, dove inizia l'evidente sentiero.
NOTA :
Attualmente il sentiero è segnalato da alcuni segni di vernice rosso/arancio, e recentemente alcuni tratti sono stati attrezzati con catene...

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