Val Cornera (dai Corni di Nibbio)
La Val Cornera, luogo sconosciuto anche per molti frequentatori della Valgrande, e' una laterale della valle di Nibbio, in cui si immette con una bella cascata. Piu' ampia e complessa della Valfredda, si cela in parte alla vista guardando dal fondovalle Ossolano o dalle cime (Massone, Scaravini) poste di fronte, perche' e' orientata, nella parte centrale, in direzione nord-ovest - sud-est e nascosta dal crestone che sale dalla Piana del Türi.
Una valle impegnativa, severa, ma anche molto affascinante...
Apparentemente quasi inaccessibile, e' uno dei luoghi in cui sono maggiormente evidenti le tracce del duro lavoro degli alpigiani per cercare di sfruttare anche il piu' misero pascolo in posti impervi e "scomodi".
Specialmente lungo il percorso fra L'Alpetto e L'Arvinascia, si trovano dei gradini intagliati nella roccia e numerosi fori che servivano per sostenere le pontegge in legno (ora naturalmente scomparse), permettendo il passaggio degli animali lungo pendii rocciosi altrimenti impercorribili.
Posta sul versante nord , ancora maggiormente discosta, la Val Muzza, Muzza = cieca, perche' non ha sbocchi (anche se in realta' salendo il canale, si puo' uscire sulla cresta dei Corni di Nibbio), terminando ad est contro le pareti rocciose dei contrafforti del Lesino, e a nord su una bella cresta che si affaccia su un canale che giunge dalla Valfredda, (quello che sale a destra salendo subito dopo la frana), il lungo canalino della Val Muzza, sale dalla zona dell'Arvinascia verso la cresta del Lesino, e la raggiunge alla quota di circa 1700 mt.
A sud del canale della Val Muzza, si trova il Valètt, il canalino centrale che sale al Passo del Tita; proseguendo verso sud un altro canalino sale alla cresta sul fianco nord della Teia, e infine un profondo canale che presenta nella parte bassa un notevole salto roccioso, sale verso la quota 1677.
L'accesso dalla Valfredda, avveniva presso la Balma dei Tri Fòi, dove un sentierino saliva ripido nel bosco, per attraversare un canalino dove si raggiungeva una cengia che permette l'accesso alla Val Cornera. Il tratto iniziale, balma inclusa, e' ora sepolto dalla frana dell'aprile 2005.
Il sentiero prosegue, e dopo il piccolo pianoro della Possa dell'Asino raggiunge i ruderi dell'Alpetto 985 mt. poi la traccia si fa meno evidente fin quasi a scomparire, ma si riescono ancora ad individuare i segni, (fori per le pontegge, piccoli gradini intagliati nella roccia), che permettono di arrivare nella zona dell'Arvinascia, sul pendio che sale sulla sinistra verso nord, si trovano alcuni muretti, probabili resti di vecchi terrazzamenti; scendendo poi verso il centro della valle, dove si riuniscono i canali, si trovano i ruderi de I Casali, un piccolo alpetto posto in un luogo tra i piu' impervi della zona dei Corni di Nibbio.
Salita al Passo del Tita :
Dall'Alpetto il percorso continua traversando in salita il fianco del ripido pendio, la traccia e' quasi scomparsa, ma lungo il percorso si trovano i segni del vecchio sentiero: fori nella roccia, gradini, resti di muretti... Raggiunta la zona con i resti dei terrazzamenti, appena possibile si traversa verso destra (est), e si scende il ripido bosco arrivando sul fondo di una canale che si continua a seguire in discesa, traversando poi sulla sinistra si arriva a circa 1050 mt. ai Casali, i ruderi di un alpetto posto in un luogo veramente impervio, al centro della Val Cornera.
In questa zona si riuniscono i quattro canali principali che scendono dalla cresta dei Corni di Nibbio, qui la valle presenta un "salto" roccioso dove dopo piogge abbondanti e' presente una bella cascata, e scende nel solco principale che poi piu' in basso con un'altra notevole cascata, si immette nella Valle di Nibbio.
Dopo i Casali, si entra nel canale della Val Muzza, lo si scende per un tratto e appena possibile si traversa e si passa sul versante opposto, sulla dorsale sopra il versante sinistro idrografico del canale della Val Muzza. All'inizio si sale sul fianco destro, poi si passa sulla cresta con un percorso che presenta alcuni brevi passaggi di arrampicata ( II ° ).
In questo tratto il problema principale e' l'orientamento, bisogna avere ben chiara l'orografia della zona....
Si continua la salita della cresta e si comincia a vedere in alto il Valètt; ad un certo punto sulla crestina ci si trova di fronte una paretina rocciosa che sbarra la strada, e' il momento di iniziare il traverso sul fianco sinistro, nel bosco che scende verso il canale del Valètt (questo traverso e' preferibile iniziarlo prima di arrivare alla paretina...), una volta giunti nel canale, a circa 1350 mt. le difficolta' sono terminate.
Si sale dapprima al centro lungo la piccola colata di sassi, e poi piu' in alto si puo' traversare sulla sinistra risalendo il pendio erboso con qualche alberello che porta al Passo del Tita a circa 1550 mt. una piccola selletta posta poco dopo la quota 1663.
Tecnicamente le difficolta' sono inferiori rispetto alla vicina cresta che dalla Piana del Türi sale verso i prati di Sauti' (cresta che durante il percorso si puo' ammirare...), ma risulta piu' faticosa, e possono esserci difficolta' di orientamento nella parte intermedia...
Raggiunta la cresta, la via piu' comoda per la discesa, segue verso sud la cresta dei Corni di Nibbio, passando dalla Teia, la 'Porta', la quota 1677 e dalla Bocchetta di Sauti' si scende all'omonimo alpetto dal quale si prosegue lungo il sentiero che scende nel Vallone di Bettola e infine si ritorna a Nibbio.
Tempo per il giro completo, 11/12 ore...
[Il tempo di percorrenza e' quello indicato da T. Valsesia sul suo libro ''Valgrande ultimo paradiso'', dove descrive il Giro dei Corni di Nibbio settentrionali, che e' il percorso seguito in questa occasione, pero' in senso contrario].
Salita del 30 maggio 2009
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Salita della Val Muzza :
La Val Muzza e' il canale piu' a nord della Val Cornera, che sale dalla a la zona dell'Arvinascia in leggera diagonale verso l'inizio della cresta sud del Lesino, all'inizio del canale, sulla sinistra (nord), si trova un caratteristico e interessante 'terrazzo' sospeso che sale all'imponente crestone che separa la Val Cornera dalla Valle di Nibbio.
Per salire al pendio sospeso che sale verso il crestone che guarda verso la Valle di Nibbio, si scende come per il percorso precedente, dopo i terrazzamenti sul fondo del canale dopo il bosco, qui si traversa a sinistra sulla piccola dorsale sul fianco destro orografico del canale della Val Muzza; all'inizio la si sale sul fianco sud, poi si continua sulla crestina seguendo tracce di animali (il percorso e' obbligato anche per loro per raggiungere il pendio sospeso...) e si arriva al tratto chiave esposto, dove occorre attenzione (anche qui si trovano dei fori nella roccia, segno della presenza in passato di pontegge che agevolavano il passaggio).
Poi dopo un traverso, si arriva in un canalino che si sale verso destra in direzione della parete rocciosa che chiude la valletta; in alto, sulla destra un piccola bocchetta guarda verso il canale della Val Muzza, mentre sulla sinistra si puo' salire nel bosco raggiungendo la cresta che sull'altro versante precipita verso un canale (quello che dalla Valle di Nibbio, subito dopo la frana, sale verso sud-est), attenzione alla roccia instabile....
Qui, meteo permettendo, si ha un notevole panorama su tutta la zona, di fronte a pareti rocciose verticali e i profondi canali lungo i fianchi dei Corni di Nibbio, ci si rende conto della grandiosita' e complessita' dell'ambiente circostante...
Ritornati al canale della Val Muzza, lo si risale per un tratto fino ad arrivare vicino ad un cascata che sbarra la strada, qui bisogna salire sul fianco sinistro dove si trova un vecchio cavo metallico sicuramente messo in loco in passato dai cacciatori, qui si arrampica su un pendio infido, agrappati ai ciuffi d'erba (non fare eccessivo affidamento a questo vecchio cavo...), poi si ritorna al canale sopra la cascata.
Piu' avanti un altro ostacolo, un grosso masso, costringe a salire nuovamente sul fianco sinistro del canale per superare l'ostacolo, poi si ritorna nel solco del canale che si puo' seguire fin quasi al termine, poco prima dell'uscita si sale sul fianco sinistro e dopo un traverso su un tratto rocciosoi finalmente si arriva all'uscita sulla cresta, a circa 1700 mt.
L'orientamento e' piu' semplice rispetto alla salita al Passo del Tita, ma il percorso e' piu' lungo e impegnativo...Tempo per il giro completo (inclusa la visita al pendio sospeso), circa 14 ore... (la discesa e' stata fatta verso la Valfredda).
Salita nel mese di aprile 2007, in una giornata nebbiosa... poche le foto disponibili...
alcune immagini dalla Val Cornera e dalla Val Muzza :
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Foto © Ferruccio Rossi (Email)