Sul reale significato di "balma" esistono diverse interpretazioni, alcuni pensano sia di origine celtica, dal celtico "Bal-men" = pietre alte, che si riferisce a grotta, o un masso o roccia sporgente che offre riparo, altri propendono per l'origine latina, da "valva", (apertura, finestra...).
Le grotte, le balme, e i ripari naturali, furono i primi rifugi, le prime "abitazioni" degli uomini, ma prima di loro erano gli animali che le utilizzavano...
Sono solitamente dei massi erratici, che dopo il distacco dalla parete rocciosa, o trascinati durante i periodi delle glaciazioni, si fermavano presentandosi in una posizione che, con un pò di lavoro da parte dell'uomo, scavando e costruendo dei muretti di rinforzo e di riparo, permettevano di ottenere un ricovero.
Balma ai Balmesc
La balma si presenta in forme differenti, dalla semplice parete o masso sporgente, che offre un riparo parziale, ad altre dove la roccia diviene quasi orizzontale, consentendo, con l'aggiunta di muretti laterali, la formazione di un vero e proprio "locale".... (come ad esempio la balma della Vegia, in Valfredda), o quella vicino ad Albo.
Se il terreno lo consentiva, i primi alpeggi venivano costruiti proprio vicino alle balme utilizzate in precedenza, come capita spesso di vedere...
Ora sono utilizzate solo dagli animali, o da qualche escursionista alla ricerca di un contatto più "ravvicinato" con l'ambiente naturale...
La Balma di Albo
Nella Balma... Nella zona dei Balmesc, si trova una balma dalle caratteristiche uniche, tra tutte quelle presenti in Valgrande (e dintorni... qui siamo al di fuori del confine del Parco, che corre sulla cresta dei Corni di Nibbio...), una enorme lastra di roccia perfettamente orizzontale, che poggiando su alcuni massi laterali ha permesso all'uomo di costruire tutto intorno dei muretti, ricavando un ampio locale di circa 4 metri di larghezza per 7 metri di profondità, ed alto più di due metri.
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