il versante Cannobino...

 Il Monte Zeda è, assieme alla Laurasca, la cima più frequentemente salita dell'area del Parco, la via usuale sale dal Passo Folungo 1369 mt. con un percorso senza difficoltà e adatto a tutti lungo la dorsale est della montagna (che si può percorrere anche in inverno), la dorsale est si può raggiungere anche da Falmenta passando dal Bivacco dell'Alpe Fornà, salendo inizialmente la caratteristica 'scalinata' che permette il superamento della bancata rocciosa, (percorso seguito in discesa in questa occasione).

 Ci sono altri possibili itinerari che raggiungono la cima, ad esempio salendo prima alla vicina cima della Marona, raggiungibile dal Pian Cavallone o anche da Scareno; la via più ''impegnativa' per il Monte Zeda, sale invece la cresta nord seguendo il percorso del Sentiero Bove.

  L'itinerario illustrato, lungo, ma fattibile in giornata, parte da Falmenta in Valle Cannobina e passando dall'Alpe Fornà raggiunge la cresta nord del Monte Zeda seguendo la crestina che sale a nord del Bivacco.

 Da Falmenta al Monte Zeda, circa 5 ore.
 Per il giro completo calcolare almeno 8 ore.

 Difficoltà E ( EE per il percorso della cresta nord del Monte Zeda).

   

  al Bivacco dell'Alpe Fornà
 


 La zona dell'Alpe Fornà è ricordata in particolare per le vicende del giugno 1944 quando furono qui uccisi i sette partigiani che la lapide sul masso nei pressi dell'Alpe ricorda...

 Tra gli altri il giovane Ubaldo Cavallasca detto 'Cucciolo' a cui è dedicato il Bivacco.
 Il nome di Cucciolo venne poi assunto dalla volante partigiana organizzata da Nino Chiovini.


link : VCO storia in rete

         Casa della Resistenza

         Sentiero Chiovini

       
  Istituto Storico della Resistenza

   


il Monte Zeda visto da Falmenta  

 La tranquilla ed appartata Val Cannobina si raggiunge da Verbania-Intra seguendo la strada statale 34 verso Cannobio, oppure anche dalla Val Vigezzo immettendosi nella strada provinciale 75 della Valle Cannobina dal Paese di Malesco.

  Saliti al piccolo paesino di Falmenta 669 mt. si segue all'inizio la strada asfaltata verso Crealla, dopo pochi metri si sale a destra seguendo le indicazioni per Camberto; il percorso è interamente segnalato dai classici segni di vernice, e sono presenti cartelli indicatori.
 Si raggiungono Camberto 820 mt. e Guglio 869 mt. lungo un tranquillo percorso passando tra baite ancora ben tenute e frequentate; poi la mulattiera lascia il posto ad un sentiero che percorre il fianco della montagna, dopo una bella scalinata (a destra una piccola croce ricorda la caduta di una alpigiana), si arriva ad un bivio, proseguendo diritto si trova la lapide che ricorda due partigiani caduti durante il periodo della Resistenza.

 Si arriva ai ruderi dell'Alpe Mazzarocco 1185 mt. dove si passa il torrente che scende dal sovrastante Pian di Raslò sotto l'ampio circo del versante sud-est della Piota 1925 mt. si sale a sinistra per superare la nervatura che divide il bacino della Piota da quello dello Zeda e si arriva nella zona dell'Alpe Fornà inferiore 1400 mt. di cui rimangono solo dei ruderi.

 Da Fornà inferiore si segue il pendio dove la traccia sale a tornanti fino a raggiungere il bel pianoro dell'Alpe Fornà 1649 mt. con il Bivacco; a sud su un grosso masso una croce e due lapidi ricordano le vicende del periodo della Resistenza.
 Dalle baite si traversa verso nord in direzione del caratteristico masso "spaccato" da dove inizia la salita della crestina che permette l'accesso alla cresta nord del Monte Zeda, lungo il percorso del Sentiero Bove; fino a qui non ci sono difficoltà, il tratto seguente fino alla cima, è riservato ad 'escursionisti esperti'...

 Percorrendo questo tratto attrezzato può essere motivo di riflessione il ricordare che un tempo, quando ancora non erano state installate le catene, il percorso della cresta nord del Monte Zeda era seguito dagli abitanti di Gurro quando si recavano in pellegrinaggio alla Cappella della Marona, in particolare le donne del paese, abbigliate come si usava a quei tempi (con le gonne lunghe...), e magari anche col gerlo sulle spalle per portare gli oggetti sacri per la celebrazione della Messa alla Cappella...

 E noi escursionisti del XXI secolo abbiamo veramente bisogno di queste 'facilitazioni' ?...


 Il percorso, molto bello e panoramico verso la Valgrande ed il versante salito, è facilitato dalla presenza di alcune catene, salita la caratteristica 'scaletta' si raggiunge la parte terminale della salita lungo un tratto quasi verticale ma facile, dove le catene presenti non sono indispensabili, superato il luogo di si trova ancora, anche se non più intatta, la lapide in marmo che ricorda una tragica caduta nel lontano 1915, si arriva sulla cima del Monte Zeda 2156 mt. notevole punto panoramico.

 In discesa si segue la dorsale est fino al bivio della quota 1829 mt. dove si lascia la traccia principale e si segue quella sulla sinistra che scendendo a fianco della Costa del Mugnè riporta nel fornale dell'Alpe Fornà dopo un ultimo tratto su una scalinata costruita per superare la parete rocciosa.

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 Foto © Ferruccio Rossi (e mail)

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