La Rocca di Vogogna
Lungo gli speroni che scendono dal Pizzo delle Pecore verso Vogogna, erano caricati fino al 1940, numerosi alpeggi, nonostante le difficili condizioni di vita: magri pascoli, e la scarsità di acqua.
L'acqua era il problema principale, si cercava di ovviare costruendo pozzi, cisterne, e, come si nota visitando gli alpeggi, numerose le vasche di raccolta e conservazione dell'acqua; ma a volte non erano sufficienti, e nei periodi di siccità, le poche sorgenti si esaurivano e bisognava scaricare in anticipo gli alpeggi.
Alle spalle di Vogogna, sale la Valle del Rio la Cima, che scende dalle pendici dell'omonimo Pizzo; racchiusa da due dorsali che si congiungono anch'esse alla Cima (il Pizz Lacina), che si possono percorrere in un bel percorso ad anello, (fattibile naturalmente anche in senso contrario), in un ambiente solitario con belle vedute sull'Ossola e le montagne circostanti.
Anche qui, come nella zona dei Corni di Nibbio, visitando questi alpeggi dimenticati, affacciati sulla piana Ossolana, pare di essere in bilico tra due mondi...
Il Percorso :
La traccia a volte non è sempre evidente, ma lungo tutto il percorso si trovano segni di vernice che aiutano ad orientarsi, specie nei tratti boscosi.
Difficoltà E/EE
Lungo il percorso non si trova acqua; occorre portarsi una scorta adeguata, questo versante è esposto ad ovest, e anche durante l'autunno e la primavera può fare molto caldo...
(giro sconsigliabile nei periodi più caldi...).Da Vogogna, si raggiunge la piccola frazione di Genestredo, 362 mt. se si sale a piedi, si segue una stradina accanto alla Chiesa, che sale tra il torrente e le mura del castello, e che più in alto si trasforma in sentiero, attraversa il torrente, e giunge al villaggio.
Dalla stradina asfaltata che porta a Genestredo, alle prime case, sale nel bosco un sentiero tra i castagni, che raggiunge La Cà, un piccolo alpetto, qui si sale diritti nel bosco, (tralasciando una traccia sulla destra), arrivando ad una Cappella. Si continua a salire incontrando alcuni alpetti abbandonati, e si arriva ad un colletto (circa 700 mt), dove vicino ad un alpetto, si sale alla base di un traliccio per l'alta tensione, ritrovando la traccia che sale nel bosco seguendo la dorsale.
Di fronte, sulla dorsale opposta, si vedono le baite dell'Alpe Marona, che si visiterà in discesa, e, al centro del vallone, i resti della cava della Cremosina, dove si ricavavano le beole.
Il sentiero continua nel bosco raggiungendo, a 935 mt. l'Alpe Pianoni (I Casai), dove il bosco ha ormai cancellato i pascoli, dopo le baite, si arriva ad un bivio, a destra la traccia porta verso Capraga, si continua invece lungo la dorsale fino al pianoro dell'Alpe Sui 1220 mt. bel poggio panoramico. [Il sentiero riprende la dorsale e raggiunge una evidente cengia, qui è possibile traversare a sinistra, raggiungendo l'Alpe Cortona (Curtuna)1396 mt. posta vicino ad una giavina, e segnalata da un imponente faggio, ben visibile anche da lontano].
Continuando sulla dorsale, si vede in alto sulla destra il poggio dell'Alpe Pra 'd Gatt 1495 mt. che si raggiunge, quando si arriva all'incirca alla quota dell'Alpe, traversando a vista verso destra. Questo è forse l'alpeggio più interessante della zona, su un poggio quasi "sospeso" sulla piana Ossolana...
Dall'Alpe, si segue la piccola dorsale soprastante, (qui bella vista su La Colla, la Cima Saler...), e si ritorna alla dorsale principale giungendo alla Colmetta 1697 mt. Qui il crestone prosegue senza difficoltà di percorso fino al Pizzo la Cima (Pizz Lacina), 1930 mt. [Sulla destra, in basso, si vedono i ruderi dell'Alpe Vallard, 1633 mt.]
Dalla Cima, la cresta continua verso il Pizzo delle Pecore, 2018 mt. che si può raggiungere, disponendo di tempo (ed energie...) sufficienti.
Da Genestredo al Pizzo la Cima, circa 5 ore, incluse le soste e le visite agli alpeggi...
Dal Pizzo la Cima, si scende seguendo la dorsale sulla destra, seguendo sempre i segni di vernice, aggirando alcune asperità, e alla fine del tratto roccioso, si arriva in vista dell'Alpe Ciapeu 1587 mt. che si può raggiungere velocemente, scendendo direttamente dalla dorsale, tra i massi e i rododendri; dall'Alpe, una traccia sulla sinistra, dopo aver passato due ruderi, ritorna alla dorsale.
il percorso prosegue agevolmente scendendo all'Alpe Morgagno (Murgagn), 1471 mt. [Qui, sulla destra, si può traversare e raggiungere l'Alpe Loro (Aulor) 1481 mt.]
Da Morgagno, si continua a scendere lungo la dorsale, che più in basso si divide in due; il sentiero segue la dorsale a destra, arrivando ad una piccola sella e a un bivio, (cartelli indicatori), a destra si può scendere a Prata di Vogogna, invece si continua sulla sinistra verso l'Alpe Ceresola (Sciresola) 1131 mt. [Qui una traccia porta verso l'Alpe Cremosina e alla cava di pietra].
In basso si vede il gruppo di baite dell'Alpe Marona 880 mt. che si raggiunge scendendo da Ceresola, incontrando prima il minuscolo poggio dell'Alpe Ruscà 900 mt. L'Alpe Marona, con alcune baite ristrutturate, è l'unico alpeggio della zona ancora frequentato.
Dall'Alpe, si scende sulla sinistra, in direzione del solco dove scorre il Rio della Cima, supera alcune piazzole, dove si ritrovano i resti dei macchinari per la lavorazione delle beole, (qui c'era la Cava Paradiso), e scende al torrente, che si supera vicino ad uno sbarramento in cemento.
Il sentiero prosegue in falsopiano verso sud, supera una Cappella, e, racchiuso ai lati da alti muri a secco, giunge alla case di Tacòta, e alla stradina asfaltata, che si segue a sinistra, raggiungendo dopo qualche centinaio di metri, Genestredo.
Dal Pizzo la Cima a Genestredo, circa 3 ore.
link : Comune di Vogogna
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