Le vicende del periodo della Resistenza, rappresentano un aspetto importante della "storia" della Valgrande e di tutta l'area Ossolana; il territorio della Valgrande, con zone impervie e di difficile accesso, era il terreno ideale
come rifugio e base per le azioni dei partigiani, ma nel contempo, le relative ridotte dimensioni dell'area, e la possibilità di accerchiarla chiudendo così le vie di fuga, potevano consentire agli avversari, superiori in numero e mezzi, di sopraffare i partigiani, come in effetti è accaduto nel giugno 1944 durante il rastrellamento della Valgrande.
Per chi volesse approfondire la conoscenza di queste vicendo si rimanda ai numerosi libri pubblicati su questo argomento, vedi la pagina sulla Bibliografia, e su internet ai siti dell'Istituto Storico della Resistenza, e della Casa della Resistenza.
Un'altro link interessante è quello che rimanda al sito dell'emittente ossolana VCOazzurraTV che qualche anno fa ha trasmesso una serie di documentari (molto ben realizzati), sulle vicende partigiane nell'Ossola, e che sono visibili su internet all'indirizzo : Sui sentieri della Storia.
In uno di questi documentari, il rastrellamento della Valgrande visibile nel video a fianco (dal sito di VCOazzurraTV), tra le testimonianze di chi ha vissuto in prima persona quegli eventi, c'è anche quella di Battista Nibbio di Cuzzago, (il "Tita"), che conosceva alla perfezione la zona dei Corni di Nibbio, e che assieme ad altri partigiani, nel periodo antecedente al 25 aprile si era rifugiato nella Balma Giumela che si trova nel Vallone dei Mulini, vicino a Cuzzago.
Credo che uno dei modi per ricordare e riflettere su quegli avvenimenti possa essere quello di ripercorrere i sentieri e cercare i luoghi che furono teatro di quelle vicende (questo è anche lo spirito con cui è stato ideato il Sentiero Chiovini).
Balma Giumela = Balma Gemella
La presenza di due balme ad una decina di metri di distanza spega chiaramente l'origine del toponimo, (anche se le dimensioni sono diverse, quella inferiore usa il riparo offerto da un enorme e inconfondibile masso, la superiore usa un macigno di dimensioni inferiori e presenta la singolare particolarità di avere due ingressi).
Nelle vicinanze si trovano dei muretti, resti di ricoveri di fortuna; è possibile che anch'essi siano stati costruiti dai partigiani.
Il Vallone dei Mulini : (Avvertenze...) i percorsi in questa zona, sono per "escursionisti esperti"...
Alle spalle del paese di Cuzzago, tra la Valle di Nibbio e la zona del Rio del Teu, si trova un complesso ed interessante vallone parzialmente nascosta alla vista, guardando dalla piana Ossolana, è il Vallone dei Mulini, che sale raggiungendo la cresta tra il Moncucco e il Proman.
La parte mediana, dove si trova la Balma Gemella, si può raggiungere traversando dal percorso che da Cuzzago sale a Pianezza, seguendo tre diversi sentieri.
Da Cuzzago entrare in paese seguendo Via Cadolini in direzione della montagna, arrivando ad una strettoia (piccola volta in muratura), si gira a destra e dopo pochi metri a sinistra; dopo una piccola baita ristrutturata, il sentiero sale a tornanti nel bosco sbucando sulla stradina asfaltata che giunge da Borgo Fogliareccio (qui si può arrivare anche seguendo la stradina asfaltata, percorso forse più lungo ma anche più comodo... partendo dal Santuario della Madonna dello Scopello, oppure da Cuzzago) al termine della stradina sulla destra si trova la Vardarola (monumento in sasso in ricordo dei partigiani).
Si sale a sinistra passando a fianco della baita dell'Alpe Vargia e si trova il sentiero che inizia a salire vicino ad una sorgente (se si sale a Pianezza o al Moncucco, è l'ultima fonte disponibile...); si trovano alcuni segni di vernice azzurra e si arriva ad un poggio (lapide) dove passa il tubo dell'acquedotto, qui inizia il primo sentiero che entra seguendo in parte il percorso del tubo, seguire i segni di vernice azzurra, si attraversa una frana (in alto, sopra la frana, traversa il secondo sentiero), e si sale per poi superare uno sperone roccioso che permette l'accesso al torrente, che si raggiunge scendendo vicino al vecchio tubo dell'acquedotto usato in passato.
Si traversa sul versante opposto e poi si entra nella Valle seguendo alcuni tratti attrezzati con grosse funi di acciaio (c'è anche una scaletta), permettendo così di superare i salti del torrente; si sale al bacino dell'acquedotto e dopo un ultimo tratto in traversata si raggiunge il Rio dei Mulini dove si trova la presa dell'acqua.
[In passato l'accesso al Rio probabilmente avveniva dal versante opposto, un anziano cacciatore del posto mi raccontava della presenza di una scaletta in legno per superare un salto roccioso (ricordi che risalivano a parecchi decenni prima...), in verità la scaletta era ancora presente... [foto 9] ma non più utilizzabile, il legno era ormai marcio...)]
[Di fronte alla presa dell'acquedotto, sul versante opposto, un canalino ripido e franoso che si può eventualmente risalire, e porta al secondo sentiero vicino ad una carbonaia]
Pochi metri dopo la presa dell'acqua, c'è un salto roccioso nel canale, lo si supera salendo sulla destra (ripido) uscendo su un dosso dove si ridiscende nel canale, che ora è percorribile.
[poco dopo, sulla sinistra una cengia sorretta in parte dalle radici di un albero, permette di accedere al pendio sottostante il secondo sentiero].
Si risale il canale sul lato destro (sud) superando i resti (muretti) di due carbonaie, qui sulla destra, un pendio permette l'accesso al poggio del Mott d'la Vall ca. 900 mt. (non segnato sulle carte), dove si trova un rudere, probabilmente in passato qui c'era una cava...
Durante la permanenza dei partigiani alla Balma Giumela, il dosso del Mott d'la Vall, luogo "strategico" nel Vallone dei Mulini, era usato come posto di vedetta; la Balma era un riparo isolato e nascosto, ma poteva anche trasformarsi in una trappola se i nazifascisti, una volta saputo della presenza dei partigiani, avessero deciso di intervenire...
In seguito si arriva sotto la bastionata rocciosa che sorregge il Mott d'la Vall, e si supera sulla sinistra un salto del torrente, arrivando all'incrocio con una valletta che scende da sinistra (versante di Pianezza), posta proprio di fronte al Mott d'la Vall.
Dopo alcuni metri, si lascia il canale e si sale sulla sinistra nel boschetto di noccioli (seguire i segni di taglio col falcetto), si incontra una carbonaia, e sulla destra si vede un enorme masso, qui c'è la Balma inferiore... continuando a salire il boschetto, dopo una decina di metri, sulla destra un altro masso di dimensioni inferiori, avvicinandosi si vede un buco, è l'ingresso "di servizio" della Balma Gemella, ca. 860 mt. l'entrata principale si trova sul lato opposto, su una cengia a picco sul torrente.
Balma Giumela - foto di Attilio Bovolenta
Continuando la salita sulla giavina a sinistra delle balme, si incontra un rudere, e più in alto un altro di dimensioni inferiori, ricoveri di fortuna probabilmente costruiti dai partigiani.
Portandosi sulla sinistra e continuando la salita (segni di taglio col falcetto), si giunge ad un poggio panoramico, di fronte un canale secondario [foto 41, 59, 60, 61], lo si può salire per un tratto, poi un grosso masso e le lisce pareti laterali sbarrano la strada; il canale principale, sulla destra, lo si può seguire anch'esso per un tratto fino ad una cascata [foto 48], ma poi anche qui non è più possibile proseguire, gli eventuali passaggi per la parte alta del Vallone dei Mulini sono da ricercare sui ripidi fianchi.
Il secondo sentiero :
Proseguendo sul sentiero per Pianezza, dopo la lapide dove passa il tubo dell'acquedotto, si raggiunge il pianoro del Curtun ca. 760 mt. (non segnato sulle carte) con il suo bel Balm; si gira a destra e si sale nel castagneto (i ruderi e il Balm sono sulla sinistra), raggiunto un tratto con rocce affioranti dal terreno [foto 21] (subito dopo c'è una pianta con una grossa tacca), dopo alcuni metri si abbandona la traccia principale e si traversa sulla destra passando di fianco a delle rocce (segni di taglio sulle piante), si traversa su una cengia proprio sul bordo del precipizio (attenzione...) sopra la frana dove in basso traversa il tubo dell'acquedotto.
Arrivati ad un poggio si entra a sinistra nella Valle , un primo tratto con una corda facilita il passaggio di una piodata insidiosa,specialmente se bagnato o ricoperta di foglie, poi si trova un secondo tratto con una corda che dà l'accesso al Vallone dei Mulini (qui sulla destra si vede il muro di sostegno di una carbonaia, sotto scende un canalino ripido e franoso che raggiunge il torrente di fronte alla presa dell'acqua).
Il sentiero traversa in salita per superare una nervatura rocciosa, e poi scende nel canale nelle vicinanze della bastionata rocciosa che sorregge il Mott d'la Vall.
[Superata la nervatura rocciosa, è possibile (più consigliabile), salire leggermente e collegarsi al percorso del terzo sentiero e scendere nel canale].
[Il Mott d'la Vall, si può raggiungere anche seguendo un canalino che risale la bastionata rocciosa, poco più a Valle dell'incrocio del canale con la valletta che scende da Pianezza, percorso impegnativo...]
Il terzo sentiero :
Continuando la salita sul percorso verso Pianezza (il sentiero non è sempre evidente, seguire i tagli delle piante...), si arriva ad un tratto con piante di rovere e grossi massi, si risale ancora, e traversando sulla destra si arriva ad un poggio panoramico, da dove si ha una bella visione del Vallone dei Mulini [foto 25], al centro si vede il dosso del Mott d'la Vall, sulla sinistra, al centro del vallone, un grosso masso solitario... alla base c'è il riparo della Balma inferiore, il grosso masso è visibile nel periodo di riposo della vegetazione, quando le foglie degli alberi sono sviluppate, può rimanere nascosto alla vista.
Da questo poggio si traversa scendendo e si ritrova la traccia, si arriva ad una carbonaia, qui il sentiero si perde, si scende sulla destra la dorsale fino ad una roccia, qui si sitrova la traccia che traversa sulla sinistra giungendo nel canale, sempre nei dintorni dell'incrocio del canale principale con la valletta che scende da Pianezza.
[poco dopo la carbonaia, si può traversare sulla sinistra scendendo una trentina di metri, e passato un canalino, si trovano i tagli che guidano nella salita ad un altro poggio panoramico (qui alcune piante tagliate, è una posta dei cacciatori), affacciato sulla valletta che scende dal versante di Pianezza, qui si può scendere nella valletta e raggiungere il Rio dei Mulini senza troppo difficoltà (il terreno è però ripido e instabile...), salvo un salto nella parte bassa del canale dove si trova una vecchia corda penzolante che può essere di aiuto (da usare sempre con cautela... la corda è qui presente probabilmente da molto tempo...) ].
Alla ricerca della Balma...
La Balma Giumela è stato forse il posto più difficile da trovare... non tanto per il fatto che si trova in una zona impervia, quanto per la difficoltà di avere informazioni attendibili ed esatte sulla sua ubicazione.
Quando capitava di incontrare qualche anziano del posto, sempre gentili e disponibili, non era facile "intendersi"... il problema principale è che chi non è "del posto" ha bisogno di avere dei punti di riferimento precisi per potersi orizzontare, e poi i loro ricordi spesso risalivano a parecchi decenni prima....
Ma alla fine, grazie all'amico Attilio, la Balma è stata trovata... e naturalmente, come sempre capita in queste occasioni, sono passato diverse volte a pochi metri di distanza senza immaginare che erano lì...