All'inizio della Val d'Ossola, dopo i laghi, dirigendosi verso nord, sulla destra si nota una cresta dentellata, dall'aspetto poco attraente, un po' cupa, quasi a voler "proteggere" la Valgrande.... Sono i Corni di Nibbio, a cui solitamente si getta solo uno sguardo, e si prosegue, magari verso montagne piu' "importanti"...
Il toponimo Corni di Nibbio (come suggerisce il nome), si riferisce in realta' alle cime che precedono immediatamente il Lesino, ma ormai per consuetudine si intende tutta la cresta tra il tranquillo e panoramico monte Faie', ed il Lesìno.
I sentieri segnalati sono presenti solo all'inizio della cresta e raggiungono il Faie' e la Cima Corte Lorenzo, che e' sempre una salita interessante; avvicinandosi alla cima, si ha una piccola "anteprima" di quello che e' possibile incontrare piu' a nord.
Anche a causa delle asperita' del territorio, pochi gli alpeggi presenti, di cui alcuni nemmeno segnati sulla carte, come Cort Sgiuana, l'Alpe Corte Lorenzo, (che pure da' il nome alla cima soprastante), e il Casin, che era il ricovero di minatori che estraevano il nichel nel canale che scende dalla Bocchetta del Tranquillo, (alcuni testi lo collocano erroneamente nella Val Foiera, sul versante opposto).
Le quote sono basse, inferiori ai 2000 metri, ma i dislivelli sono comunque notevoli, partendo dal fondovalle Ossolano.
Si sale seguendo tracce di vecchi sentieri, spesso poco visibili, che in passato erano utilizzati, oltre che per i pochi alpeggi presenti in zona, anche per raggiungere alcune bocchette, come quella di Lavattel, da dove scendevano le teleferiche che portavano il legname a valle. L'incontro con i camosci e' assicurato, gli spazi sono angusti anche per loro...
Ma e' arrivando sulla cresta che si trova la vera "magia" di questi luoghi, dopo ore di faticoso cammino, qui ci si trova veramente al confine fra due mondi, da una parte arrivano i rumori della pianura, il treno, vicini ma al contempo lontanissimi....
Poi, basta qualche passo in direzione dell'altro versante, ed ecco che tutto scompare, resta il soffio del vento, il suono dell'acqua del torrente che scorre laggiu' in fondo, e sei in Valgrande...